Verso la fine di Thrones of the Invisible (I troni dell'invisibile) cerco di descrivere il mondo che desidero davvero, e scopro che non può essere costruito con i
Verso la fine di Thrones of the Invisible (I troni dell’invisibile) cerco di descrivere il mondo che desidero davvero, e scopro che non può essere costruito con i soli
Nei capitoli conclusivi di Thrones of the Invisible (Troni dell'Invisibile) sostengo che ciò che collochiamo nel posto più alto si rivela meno da ciò che diciamo che da ciò che lasciamo divorare le nostre giornate. La mia proposta, lì, è volutamente semplice: la misura più profon
Nelle ultime pagine di Thrones of the Invisible (Troni dell'invisibile) cerco di dare un nome a ciò che, nella mia visione, dovrebbe occupare il posto più alto una volta che smettiamo di inchinarci automaticamente alla crescita, al mercato e all'algoritmo. Lo chiamo progresso i
La visione alla chiusura di I troni dell'invisibile rifiuta di trattare la vita interiore come se fluttuasse al di sopra del mondo fisico. Il principio del progresso interiore
Nella sua visione conclusiva, I troni dell'invisibile di Jan Verellen dà un nome a ciò che, secondo il libro, dovrebbe occupare il posto più alto una volta che
Tra le proposte contenute nei capitoli finali di “I troni dell'invisibile” ce n’è una che suona quasi domestica finché non ci si accorge di quanto sia radicale.
Comincia dove il libro di Jan Verellen I troni dell'invisibile sceglie di avviare la sua argomentazione per un domani migliore: al cancello di una scuola finlandese in una