I capitoli finali di “I troni dell'invisibile” pongono la domanda più elementare che una civiltà possa evitare: che cosa collochiamo al posto più alto quando smettiamo di inchinarci
“I troni dell'invisibile” non si conclude con una lamentela. Si conclude con una scelta sulla percezione. Nei suoi capitoli finali, protesi in avanti, il libro mette a confronto
Quando ho iniziato questo viaggio, pensavo di cercare di capire la storia. In verità, stavo cercando di capire le stanze ordinarie. Un’aula con un segno rosso…
Alla fine del capitolo precedente, una domanda era rimasta lì, silenziosa e insistente: che cosa, insieme, collocheremo poi nel posto più alto? Quando arrivo a…
Ci sono sere che sembrano troppo modeste per appartenere alla storia. Penso a una strada stretta che si consegna al crepuscolo: le ultime commissioni, il raschiare dei bidoni,…
Dopo le domande dell’ultimo capitolo sulle ferite invisibili dei bambini, mi ritrovo a tornare a qualcosa di ancora più fondamentale: come le scuole imparano a vedere il…
Se il capitolo precedente seguiva il bambino nell’epoca di dashboard, profili e punteggi di allerta, questo segue lo stesso bambino in un’altra stanza:…
Se il capitolo precedente si soffermava sul potere delle etichette e delle aspettative, questo comincia là dove oggi quelle forze spesso si raccolgono: sullo schermo luminoso che un…